Sempre ci si assenta
per parlare nel luogo
in cui siamo stati
senza dire nulla.

Il vortice di scale
tra la casa e il mare
scorre nel torrente
dove bagnarsi le labbra,
fa mutare così
tutto un gioco che sbatte
via ogni pena come aria.

Sempre ci si assenta
per toccare con mani
la corsa afosa del sogno
senza fare nulla
seduti sotto alberi impressi
da fruste di baci irrisolti.

Preme tra le cosce
sù per la vita
la cintura del conoscere
il paesaggio trovato
fuori da un’altra te
mentre il bimbo
raccolto tra macerie
lento si alza
con le mani trafitte da chiodi
fiori annodati al collo
del nostro giardino.