Scendere,
come un saluto dal treno
e lasciare
bolle, radici, estroversi mari
giù,
dove ogni direzione
ha il sapore di ogni
nostra, sempre preferita trappola.
Con il fianco riverso,
di aria si annaspa
splendente luce dell’oblio
dove il Nulla è l’unica reale appartenenza.
Scendere, é un arrivare
sul pesante fondo,
giaciglio di questi anni
scogli nascosti dal vento.